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San Vito al Tagliamento

lunedì, maggio 12th, 2008

scenario naturale di rara bellezza e tranquillità.

E’ una bella cittadina San Vito. Bella da vedere, bella da assaporare in un qualsiasi giorno dell’anno. In provincia di Pordenone, Posta a circa 40 km dal mare (Lignano – Bibione) e altrettanti dalla montagna, San Vito dista circa 70 km dagli aeroporti di Venezia e  Ronchi dei Legionari di Trieste. Questo permette che nell’arco di un’ora si possano raggiungere importanti città come Treviso, Udine, Trieste o la vicina l’Austria e Slovenia.

L’immagine forse più famosa e conosciuta di questo territorio in provincia di Pordenone, è senza dubbio quella della Torre Raimonda una delle tre ( la Scaramuccia a est e la Grimana a sud) che un tempo, oltre le mura difensive, facevano parte dell’antico nucleo principale.

Dalla Torre Raimonda, oggi sede di un Museo Civico che raccoglie preziosi reperti archeologici provenienti dagli scavi sanvitesi oltre ad affreschi recuperati da edifici antichi oggi demoliti, si apre la cinquecentesca Piazza del Popolo, ampia e sempre molto affollata.

E’ la terra dove il Tagliamento torna alla superficie ed è vasta la ricca pianura che la circonda ma da un punto di vista architettonico San Vito regala preziose testimonianze che vanno dal periodo medioevale a quello dei Patriarchi di Aquileia e della Repubblica di Venezia, mentre risalgono agli inizi del 1500 il Campanile, la loggia comunale, la chiesa di San Lorenzo (1479) e il palazzo Rota che è anche sede municipale.

Sacile, Casarsa, San Vito.. sono le terre di Pier Paolo Pasolini.

Al viaggiatore attento segnalo il percorso proposto nel bel libro di Paolo Gaspari, “Il Sogno friulano di Pasolini” in cui si ripercorre la ribellione del 29 gennaio 1948, “memorabile anche per la presenza di tre grandi personaggi: Angelo Galante, Carlo Tullio-Altan e Pier Paolo Pasolini.

Il primo fu il capo carismatico dei contadini, il secondo fu il proprietario che propose l’accordo – e diventerà poi il padre dell’antropologia culturale in Italia -, il terzo fu un intellettuale, testimone, che diventerà il cantore di quei fatti in due romanzi, Il sogno di una cosa e Atti impuri: un’esperienza storica emblematica, come poche volte è capitato nella storia italiana.”

Terra di artisti e scrittori San Vito è oggi una cittadina dinamica, laboriosa, accogliente.

Un luogo ideale per riscoprire un itinerario storico in uno scenario naturale di rara bellezza e tranquillità.

Val d'Arzino, un viaggio fuori classe

lunedì, maggio 12th, 2008

La Val d’Arzino è una poesia del mondo,
un canto raccolto nel grembo del Friuli,
un’immagine delle origini

D. Zannier

Val d’arzino, un cuore antico fatto di monti e prati smeraldini, meta turistica d’eccezione  in Friuli Venezia Giulia tra feste popolari, escursioni, passeggiate dove perdersi per ritrovarsi in castelli antichi  ricchi di storia e scorci appartati sotto il dolce sole. E allora si scende volentieri per visitare  il Castel Raimondo, di origine romana, a Forgaria oggetto di una qualificata ricerca storica che prevede la realizzazione di un parco archeologico di riferimento europeo.  Di origine longobarda è invece il Castello di San Giovanni a Flagogna. Feudo di numerosi signori nel periodo medioevale dopo il 1300 e fino al 1797 fu sottoposto alla signoria dei Savorgnan, ma cè anche il castello Ceconi.

Un viaggio in 30 Chilometri in una natura che ha il dono raro di essere “selvatica”… dove l’antico fiume, L’Arzino, pigro, a volte più rapido, semina curve, meandri, sinuosità avvolgendosi e scendendo a valle sino al Tagliamento.

Nasce dal Monte Valcalda (mt. 1908), percorre il canale San Francesco. Lo accompagnano paesi come Preone, Verzegnis, Vito d’Asio, Forgaria e Pinzano

Bella la manifestazione “Mestieri, arte e sapori in Val d’Arzino”che si tiene nel cuore del di Forgaria nel Friuli: lungo le vie artigiani ed artisti della zona si esibiscono nelle più antiche arti, dall’intaglio del legno, alla lavorazione della pietra e del rame,e, nelle lavorazioni artistiche del mosaico e della pittura. Ampio spazio viene dato ai lavori femminili, dalla creazione dei “scarpez”, tipiche calzature fatte di stoffa, alla lavorazione della lana e al ricamo.

Val d’Arzino è anche avventura. In questi ultimi anni si sono rese praticabili circa 150 Km di piste forestali, nuove arterie della montagna che sono così diventate strumento per lo sviluppo del turismo sportivo: trekking, podismo, pesca, parapendio e, soprattutto, la mountain bike.

Il massimo risultato è ovunque la bellezza della natura…  Dall’Autunno alla Primavera le diverse sfumature di verde si perdono a vista d’occhio in un anfiteatro di piante di diverso tipo, con foglie che vanno dal verde cupo al verde brillante, al giallo al rosso.  Un viaggio fuori classe, lontano dalle mete turistiche tradizionali,uno spettacolo che si può ammirare anche dalle cime delle montagne… per avere la sensazione di essere in un posto fuori dal mondo

immersi in una natura sempre più affascinate o,  come scrive Zannier,

ritrovarci in una poesia che è anche canto e gioia del cuore…