Immagine che crea emozione

Immagine che crea emozione.  Emozione che si sovrappone alla parola.  Frantumazione dell’esperienza, scomposizione, a volte,  dell’apparente sentire ed in esso la ricomposizione come fosse un laboratorio,  della capacità di ascolto di quell’unico frammento,  fragile ma solido al punto tale da essere base per un nuovo sentire.
Un laboratorio a cielo aperto  dove piccole esperienze quotidiane
espresse attraverso una pluralità di voci,  si inseguono in un’unica lettura.

Emozioni e immagini come granelli di vita che,  a volte,
permettono alle note discordanti del nostro vivere  di ritrovare una collocazione armonica.

Un lavoro minuzioso di descrizione  ed elaborazione delle esperienze,
una sorta di diario in cui vengono riportate storie vere,  inframezzate da riflessioni personali.

Nessuna pretesa di dare risposte,  infinite soluzioni,
elaborazione di nuovi punti di partenza,  lasciando libero “l’altro” di intraprendere percorsi
e ricollocare le fragili note dell’esistenza in un crescendo continuo
non diretto al particolare bensì proiettato in un’infinità di composizioni
che costituiscono l’essenza stessa del sentire.

 

Tesi in questa nuova percezione dell’essere
si ha l’impressione che scompaia la concezione del tempo.
Pienezza del suono, assenza di tempo.

Uno sguardo senza fine, celato nell’eterno presente,
per raccontare quello che esiste al di là gli occhi,  al di là dell’apparenza,
superando limiti che non hanno ragione di esistere,
stimolando lo spirito...
Il passo successivo è già una nuova partenza