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La cultura è forse la forma dell’uomo la sua dimensione… Essa dovrebbe poter offrire il significato di tutto, il senso ultimo, il nesso che lega una cosa all’altra e tutte le cose tra loro e l’uomo, formandosi, dovrebbe ampliarla, trasformarsi ancora per sublimarla in nuove forme e armoniche geometrie dell’esistere.
Ricordo di essermi avvicinata per caso alla libreria quel giorno. Tra tutti.. un libro ingiallito dal tempo, consumato dalla lettura e in calce una dedica di David Maria Turoldo
Un gesto é la prima situazione quel gesto è un perché … e forse quei libri furono ordinati con così tanta cura perché anch’io un giorno ne potessi scoprire la bellezza..
Fu così che mi avvicinai alla lettura di David Maria Turoldo lasciandomi trasportare dalle parole, avvicinandomi con delicatezza in un’ atmosfera di colori di suono, in una storia che viene da lontano e che nel contempo è appena cessata, un viaggio fatto di echi, di rimandi ma anche di proiezioni e di aspettative.
Viaggiatore tra gli uomini, negli uomini…. David Maria Turoldo nasce a Coderno (Udine) il 22 novembre 1916 da una famiglia poverissima del Friuli, a 13 anni entra nell’Ordine dei Servi di Maria (fondato nel 1233 a Firenze dai Santi Sette Fondatori), ordinato sacerdote nel 1940, conseguendo nel 1946 la laurea in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Uomo di grande sensibilità, combatté con sdegno le ingiustizie, rifiutando ogni compromesso con il potere; La sua produzione in versi e per il teatro non smise mai di essere una denuncia durissima e una voce dolce di speranza. Luciano Erba, parla di lui come il poeta del Nulla oltre che dell’Essere … Il Nulla opposto all’Essere è il grande tema che da Nietzsche in poi appassiona la filosofia occidentale: l’angoscia dell’uomo è infatti angoscia del Nulla, del non-senso, del relativo che scardina ogni certezza e consegna lo spirito e la mente al caos dell’insignificanza.
Eppure Turoldo affronta da mistico questo argomento quasi sentendolo sulla propria pelle e la lotta contro il Nulla si risolve nella costante riaffermazione dell’Essere poichè prima ancora che certezza religiosa o slancio mistico, l’uomo è emozione. Poesia che incanta, dura, ferma eppure dolcissima, che scolpisce l’anima come un cesello fa con il marmo, e assume i toni di una confessione serena
Questa, la sua voce
Tu , infinito che mi avvolgi e io sempre a un a infinita distanza
Tu che incombi fino a schiacciarmi e io che non posso raggiungerti mai