Villa Manin di Passariano

Tra le innumerevoli ricchezze del Friuli vi sono pregevoli residenze dal grande significato storico. Vale la pena ricordare il maestoso ed armonico complesso di Villa Manin, a Passariano in provincia di Udine.

Testimionianza della famiglia Manin, discendente dalla borghesia fiorentina e trasferitasi in queste terre nell’XI secolo, Villa Manin nesce nel 1650 per volontà di Antonio Manin, che desiderava costriure una residenza principesca. Il complesso venne poi rinnovato dall’Architetto Domenico Rossi agli inizi del Settecento: è di questo periodo la sopraelevazione del nucleo gentilizio, la costruzione delle barchesse, alti portici che partono dalla facciata e la creazione dell’esedra che è un ampio porticato a forma di ferro di cavallo che chiude il giardino antistante il complesso. Dimora dell’ultimo doge di Venezia, Ludovico Manin, ospitò Napoleone Bonaparte che proprio in questa villa firmò con l’Austria il trattato di Campoformido (17 ottobre 1797) e la conseguente la fine della repubblica di Venezia.

Immersa in un parco secolare, ispirato ai modelli francesi ed arricchito da gruppi statuari che arricchiscono i viali, Villa Manin è la seconda per ambiezza tra le ville venete. Al suo interno è possibile visitare la cappella, l’armeria e gli ampi saloni con decorazioni settecentesche.
La villa, aquistata dalla Regione nel 1969, è ora sede di Mostre, concerti e sede della Scuola di Restauro e del Centro di Catalogazione del Patrimonio Culturale ed Ambientale.