Archive for the ‘Udine e comuni’ Category

Gemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranza

martedì, aprile 7th, 2009

gemona del friuli, dopo il terremoto 1976

Il significato del viaggio è soprattutto nel suo percorso, nel saper superare ostacoli improvvisi ed inaspettati ed in tal senso Gemona diviene simbolo della rinascita del Friuli Venezia Giulia intero…

La cittadina sorge sulla collina ai piedi del monte Chiampon e racchiude tesori di inestimabile valore artistico a cui si deve aggiungere la forza e il valore dell’uomo che li ha salvati da quel terremoto del 1976 che fu devastazione per l’intero territorio.
Ricostruzione, così come a Venzone, è la parola chiave: un’opera resa possibile grazie alla forza, al coraggio, alla volontà, all’impegno di tutti e che le ha permesso di uscire dal dramma e intraprendere un percorso di crescita e rinascita.

Gemona del Friuli, epicentro di speranza e vita che rinasce e rispende anche oggi quando risaliamo il colle per raggiungere il grande piazzale mentre si apre allo sguardo un panorama splendido e ritroviamo, tra questi colori, tutto il Friuli centrale. Legata nella storia ad Aquileia e Venezia, la cittadina sorge ai piedi dello splendido Duomo medioevale dedicato a Santa Maria Assunta. Colpisce, nella facciata ornata da tre rosoni, la grande statua di San Cristoforo alta 7 metri, intagliata in 6 blocchi di pietra e realizzata tra il 1331 ed il 1332 posta a protezione dei viandanti e viaggiatori. All’interno, di inestimabile valore, la preziosa fonte battesimale ricavata da un’ara funeraria romana in pietra d’Istria (sec. II), il colonnato in marmo rosa a sostengono delle navate, una splendida ancona lignea dorata raffigurante episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento (1391), varie opere di artisti locali, italiani e stranieri di epoche diverse.

Poco oltre ci ritroviamo nella piccola piazzetta dove si affaccia Casa Gurisatti (sec. XV) oggi sede della Cineteca del Friuli. Percorrendo l’antica via Bini, si giunge al Palazzo Comunale.
Passeggiamo con gli occhi verso il cielo, scoprendo affreschi, terrazzini, edifici rinascimentali affiancati da opere più moderne e con la consapevolezza di visitare musei che contengono opere di inestimabile valore.

Le statistiche dicono che Gemona del Friuli sia una tra le città più piovose d’Italia eppure… quando sono in queste zone.. ritrovo sempre la speranza… e il sole…

Gemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranzaGemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranzaGemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranzaGemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranzaGemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranzaGemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranzaGemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranza

Abbazzia di Rosazzo, la rosa del Friuli

mercoledì, marzo 25th, 2009

Abbazzia di Rosazzo

Situata in posizione splendida, in provincia di Udine, nell’area ricchissima di vigneti che da Manzano giunge fino a Corno di Rosazzo, dove si producono uve pregiate, l’Abbazia di Rosazzo è un luogo di bellezza, di silenzio e forse, anche per questo, di emozione.

I monaci, pellegrini del mondo e paladini di pace, scelsero questa dolce collina che prende nome dalle rose selvatiche che la impreziosiscono da tempo immemorabile, per il silenzio, la meditazione e la preghiera…
Ciò che oggi rimane del vasto complesso monastico medievale, che fu sede degli Agostiniani, dei monaci Benedettini e più tardi dei Domenicani, si raccoglie alla Chiesa con chiostro, dedicata a San Pietro (XVI sec.), ma la storia di Rosazzo è avvolta nella leggenda. Dicono che questo luogo fosse stato scelto ancor prima dell’800 da un eremita tedesco, l’Allemanno, e da molti soldati che si ritiravano sul colle per espiare i peccati e rimediare ai torti fatti.

Ma è la natura, oggi come allora, la vera regina..
Una natura che circonda, abbraccia, e che si ritrova anche nei nomi dei suggestivi spazi interni, dalle pareti completamente decorate con affreschi seicenteschi, dai pavimenti in terrazzo veneziano e travi a vista mentre attraversiamo la Sala della Vite e dell’Uva, la Sala della Palma,la Sala dell’Ulivo e quella del Vino e un’incantevole chiostro..

Quello che si apre allo sguardo, oltre all’incanto ed alla suggestione, è un panorama di vigneti tra i più belli.. colline verdi, terrazze esposte al sole.. Quando il sole è alto, in primavera, fiori dai mille colori crescono in all’ombra delle viti e nel sentiero delle rose il rosso acceso e l’arancio si mescola al profumo di vino che scorre oltre il tempo, oltre il luogo.. oltre il silenzio..

Luisa Maria Carretta

Abbazzia di Rosazzo

Abbazzia di RosazzoAbbazzia di RosazzoAbbazzia di RosazzoAbbazzia di RosazzoAbbazzia di RosazzoAbbazzia di RosazzoAbbazzia di Rosazzo

Cesclàns, amore a prima vista

giovedì, marzo 19th, 2009

Cesclàns, storia e natura
Quanti di noi sfrecciano veloci autostrada non accorgendosi di tutto quello che c’è al di là della barriera? Raggiungere una meta significa a volte non dare abbastanza valore a quanto di bello ci sarebbe ancora da vedere durante il percorso e questa premessa diviene ancora più importante se consideriamo che pieve di Santo Stefano è sotto gli occhi di migliaia di turisti che percorrono la A23 diretti verso l’Austria o la notano rientrando verso l’Italia poco oltre il l’uscita dal casello Carnia magari  andando oltre….

Eppure, abitato in tempi lontanissimi, come testimonia il patrimonio archeologico portato alla luce durante i lavori per la riscostruzione dopo il terremoto del 1976, questo luogo è una vera e propria miniera di tesori, tutti di notevole pregio, parecchi ancora da scoprire.
La frazione di Cesclàns appartiene al comune di Cavazzo Carnico, in provincia di Udine, per raggiungerla è possibile anche prendere la SS13 da Gemona del Friuli verso Trasaghis e Interneppo. La si nota subito, arroccata proprio sopra il lago dei tre comuni. Notevole, sul lato artistico, il ciclo di affreschi custodito all’interno della pieve mentre da un portoncino laterale si può accedere al sito archeologico con reperti di diverse epoche storiche.

Subito fuori, dinnanzi ai nostri occhi, un suggestivo panorama fatto montagne dolci e verdi vallate.
Visitare questo luogo può diventare occasione utile anche per vedere e conoscere una terra poco nota, segnata dalla natura e dalla storia.

Per chi, diretto verso una meta precisa, sa cogliere la bellezza attorno e durante un viaggio….
più che turisti.. viaggiatori veri

Luisa Maria Carretta

Cesclàns, un Friuli di storia e naturaCesclàns, un Friuli di storia e naturaCesclàns, un Friuli di storia e naturaCesclàns, un Friuli di storia e naturaCesclàns, un Friuli di storia e natura

Forni di Sopra: la perla delle Alpi

giovedì, maggio 22nd, 2008

Dopo ogni viaggio c’è sempre un viaggio per ricominciare…. può sembrare utile, e per me piacevole, condividere luoghi dove la natura incanta con colori intensi e dolci profumi… foreste, cime alte, rocciose… una natura integra, rifugio sicuro per cervi, stambecchi, aquile.. Forni di Sopra è Natura.. una natura che non è stata ancora alterata dall’uomo,che è lì da sempre e seppur immobile è viva e cresce rigogliosa… Basta un’ora per arrivare a Forni di Sopra sulla strada che, da Tolmezzo, ci porta in Cadore ed è la porta di accesso, sul lato dell’alta Val Tagliamento, al Parco Naturale delle Dolomiti friulane, un parco che rappresenta una wilderness di vastità unica in Italia. Il centro è ospitale.. alberghi dal sapore intimo, piccoli ristoranti.. sapori antichi e sempre nuovi…  Un paese ricco di storia e di cultura che si tramanda e si scopre ancora nelle feste allegre e suggestive che segnano lo scandire dei mesi …  bianchi di neve quelli invernali, dolci e colorati quelli estivi..

Forni è Famosa per il  comprensorio sciistico che comprende due zone:

Una a fondovalle dedicata ai principianti, con seggiovia, sciovie, tapis roulant piste per gare sociali, il Fantasy Snow Park parco giochi sulla neve, pista per slittini e gommoni anche notturna, e grazioso bar con solarium.  L’altra, la Ski Area del Varmost, che permette di raggiungere i 2100 mt di cima Crusicalas, i più alti della regione, le discese godono di un panorama mozzafiato, dalle Tre Cime di Lavaredo alle Dolomiti Friulane, lungo piste lunghissime e sempre innevate.Oltre a questo uno splendido anello di fondo di 10 km, immerso in un paesaggio incantevole di boschi e radure una pista di ghiaccio… da  provare lo sleddog e le escursioni al Parco Naturale

Forni di Sopra ha l’odore delle cose buone. Durante la Festa delle erbe di primavera” i profumi del tempo e gli aromi delle spezie che si diffondono nelle suggestive vie del paese  dove le case sono ancora fatte in legno e pietra … Incantevole la Chiesetta di San Giacomo.. qui il campanile si suona ancora a mano..

Forni di Sopra è un paradiso per chi ama sciare ma dicono che la fioritura a primavera sia forse uno degli spettacoli più belli  da ammirare…

L’incanto di una luogo che è fiaba ed esperienza che coinvolge tutti i sensi..

Aquileia, dove nasce lo spirito

martedì, ottobre 17th, 2006

Alti, eleganti cipressi in lontananza e qualche casa, modesta ed antica, tra i vasti terreni nella linea continua di una pianura che scivola dolcemente sino al mare…

Alti, eleganti cipressi in lontananza e qualche casa, modesta ed antica, tra i vasti terreni nella linea continua di una pianura che scivola dolcemente sino al mare…

Poco lontano i primi resti di una storia che riemerge e svela uno scrigno di spiritualità..

E così, belle ed inattese, le vistose colonne del complesso del foro, lungo la strada che da Udine porta a Grado, dicono che quello che cerchiamo è vicino…

perché Aquileia era, per popolazione, la quarta città dell’Impero Romano, protagonista  e centro culturale di importanza fondamentale  lungo la via dei commerci e  punto di riferimento nella diffusione del Cristianesimo.

Si dice che la maggior parte delle case e dei reperti, sia nascosto, ma basta quanto appare ai nostri occhi per capire la struttura urbana nel suo insieme dal il porto fluviale, a pochi passi dalla basilica, a quel che resta delle fortificazioni erette molti anni dopo a difesa del territorio dalle orde dei barbari e che costrinsero la popolazione a rifugiarsi, poco oltre, nell’isola di Grado..

Ricca  di atmosfere, la basilica ha nel complesso uno stile essenziale e lineare. Ci avviciniamo in silenzio, spinti da quelle piccole intuizioni che dicono che la bellezza è a pochi passi.

Uno sguardo d’incanto e stupore al prezioso pavimento della basilica, il più vasto mosaico dell’Occidente.

Suggestioni simboliche su di un tappeto di inestimabile valore, voluto da Teodoro all’inizio del IV secolo, metafora e  perfezione artistica, segno, traccia e colore che diviene spazio per l’energia che emana.

E se la natura è ispirazione, il mosaico è medium per celebrare l’incontro tra il realismo romano ed il simbolismo paleocristiano nella continuità e bellezza.

In fila, disciplinati, turisti, pellegrini o semplici viaggiatori, camminano su di un ponte rialzato di vetro che permette di scorgere volti antichi e presenti fisionomie: pesci, navi, vite, nomi…

Non immagini accostate a caso e neppure metafore di paesaggi

come ci si potrebbe attendere, ma una scelta di storie che ritraggono, ciascuna,  un piccolo frammento del mondo ricordato, evocato e vissuto ancora.

E così, nel grande mare increspato, appare Giona, gettato in mare durante una tempesta, inghiottito da un mostro marino e rispuntato tre giorni dopo

oppure il gallo e la tartaruga, abitatore dell’oscurità, che evoca la lotta tra il bene ed il male.. e lì accanto un sacchetto di monete d’oro, la vita eterna, premio per quanto fatto di buono nella vita.

Passo a passo, ci avviciniamo alla “cripta degli affreschi”

di gusto bizantino per poi immergerci in quella ” degli scavi”,

che porta dalla Basilica fin sotto al prato dove fu eretto il Campanile.

Percorriamo tre epoche diverse,

al nostro fianco una villa privata del I secolo,

un’Aula Paleocristiana

ed una Basilica Paleocristiana. …

Aquileia, un luogo di pace, bellezza, nobiltà, un luogo affascinante che entra nel quotidiano attraverso le piacevoli sensazioni che nascono e restano

Aquileia, un luogo in cui la spiritualità nasce e respira

Piacevole illusione di equilibrio tra passato e presente

in un infinito sul cui riposa l’enigma dell’esistenza

dolcezza di un viaggio che diviene nostalgia ed infinita emozione..

Luisa Maria

La Basilica, dalle forme romanico gotiche, nel suo complesso architettonico. In alto Il Dipinto a San Fortunato ed a San Ermacora cui è dedicata.  Il vasto mosaico visto dall’ingresso, un particolare  della Scena della Pesca dove i pesci sono le persone che ascoltano la buona novella, la barca è la Chiesa, Nel Mare, Giona, che allude alla morte e resurrezione. A fianco, seguendo la passerella in vetro,  la Cripta degli scavi nella  la zona archeologica.

Palmanova, la città stella

giovedì, marzo 23rd, 2006

.Nova Palmæ civitas in patria Foroiuliensi

ad maris Adriatici ostium

contra Barbarorum incursum

à Venetis ædificata..

A guardarla dall’alto Palmanova appare, nella vasta pianura del Friuli Venezia Giulia, come una stella delineata da alte mura. Quando vi entrerete scoprirete quanto facile sia perdersi dolcemente tra le sue strade, tutte simili l’una all’altra, tutte diverse, tutte dirette verso la grande piazza esagonale un tempo denominata Piazza d’Armi ornata di statue e dominata dalla facciata del duomo, inclinatasi leggermente verso l`interno pochi anni dopo la sua costruzione.
Palmanova, la città fortezzapoco più a sud di Udine e relativamente vicina alle riserve naturali dela bassa friulana, ha una data di nascita precisa: 7 ottobre 1593.
La Serenissima Repubblica di Venezia scelse questi luoghi per edificare una città che fosse simbolo della vittoria di Lepanto sui Turchi  del 1571, difesa dei confini orientali del Friuli e argine alle invasioni ottomane, fortezza dunque di un territorio, di una cultura e dell’intera cristianità. Conquistata dall’esercito di Napoleone, la fortezza fu ceduta all’Austria dopo il Trattato di Capoformido, annessa al Regno d’Italia per poi essere  proclamata “Monumento Nazionale” nel 1960.
A differenza della stragrande maggioranza delle altre città murate, che nascono dapprima come nuclei abitativi che vengono fortificati in un secondo momento, Palmanova, la stella a nove punte, viene progettata come una perfetta macchina da guerra circondata da tre tre cerchie di fortificazioni, poderosi bastioni, ideata e concepita architetti e ingegneri dell’Ufficio delle Fortificazioni di Venezia, tra cui il noto Giulio Savorgnan che ripropongono lo spirito dell’Uomo Rinascimentale e il suo desiderio di essere artefice del proprio destino.

Da vedere le tre porte monumentali che permettono l’accesso alla città (Porta Udine, Porta Cividale, Porta Aquileia), Il Duomo (1615-1636), che si affaccia sulla Piazza Grande e rappresenta il miglior esempio di architettura veneziana in Friuli e il  Civico Museo Storico è un punto importante per informazioni non solo sulla città fortezza, ma anche per manifestazioni e possibili itinerari nei dintorni e in regione , all’interno un’interessante collezione di armi antiche in deposito conservativo provenienti da Castel Sant’Angelo di Roma, vi sono inoltre esposti documenti che illustrano la storia della città dalla sua nascita alla seconda guerra mondiale.

La Fortezza in realtà non fu mai conquistata ma è importante ricordare che Palmanova, è stata una delle prime strutture, la più antica rimasta intatta, a mettere in pratica la teoria rinascimentale della “fortezza poligonale” copiata poi in quasi tutta Europa:  a lei si  ispirarono gli architetti militari di Filippo II di Spagna (cittadelle poligonali di Pamplona e di Jaca) ed in seguito anche il grande architetto militare di Luigi XIV Sebastien Le Prestre Marchese di Vauban, Napoleone stesso ne rimase impressionato.