Archive for the ‘Gorizia e comuni’ Category

Grado, l’isola del sole

mercoledì, aprile 1st, 2009

Isola di Grado

Parlare di Grado significa parlare di un’isola splendida del Friuli circondata dall’acqua dell’adriatico con una spiaggia rinomata e dalla clientela ricercata questo perché è da sempre considerata l’Isola del del Sole.

Il Comune di Grado occupa l’omonima Isola, buona parte della Laguna ed una porzione dell’ entroterra sino al corso del fiume Isonzo. Oltre l’isola, il Comune comprende anche la frazione di Fossalon, l’ Oasi Naturalistica di Val Cavarera e l’ Isola di Barbana sede di un famoso Santuario Mariano. Già abitata in età romana, come testimonia il suo nome che deriva da “gradus”, scalo, l’orige è quella di porto, nato per ospitare la flotta della vicina Aquileia ma la cittadina acquistò importanza nel V secolo quando, trasformata in fortezza (castrum), divenne il rifugio di vescovi aquileiesi durante le invasioni barbariche..

All’interno della cittadina è possibile ammirare in tutta tranquillità piccoli edifici dalla pregevole architettura: splendida la Grado Vecchia con la Basilica di S. Eufemia e la Basilica di S. Maria delle Grazie e l’architettura paleocristiana sorta tra V e VI secolo. Poco lontano, la casa natale di Biagio Marin (1891- 1985), uno dei maggiori poeti del Novecento italiano. Chi entra a Grado si trova immerso nel caratteristico contesto di calli e piazzette, costruiti secondo il modello urbanistico veneto delle città di mare.

L’isola del Sole è: Città Termale (Stabilimento Termale); Località balneare segnalata con due vele nella Guida Blu di Legambiente; Bandiera Blu delle Spiagge; Bandiera Blu Approdi Turistici (Porto San Vito).

Oggi Grado è fornita di confortevoli strutture alberghiere,  ristoranti e trattorie per tutti i turisti, eppure l’Isola del Sole è famosa nel mondo per i moderni stabilimenti termali che offrono una vasta gamma di prestazioni curative e attrezzati impianti sportivi. Le spiagge, una a pagamento ed una libera, sono tra le più eleganti ed esclusive dell’Adriatico. Immergersi, non lontani dalla laguna, in un mare blu per rilassarsi su di una spiaggia di sabbia color oro ..

Grado, l'isola del sole

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Barbana, spirito blu mare

mercoledì, ottobre 22nd, 2008

Qui lo spirito lo si tocca con mano. E se lo spirito avesse un colore .. sarebbe blu mare

Il sole brilla in un cielo sempre più azzurro mentre dal molo di Grado attendo la piccola imbarcazione per andare all’Isola di Barbana.

Ne avevo sentito parlare, sapevo che era un’isola piccola e gentile e che il suo nome era legato al tanto amato Santuario Mariano che la rende famosa, eppure, salire su quella barca e staccarsi dal molo e dalla terraferma, ha un sapore del tutto particolare.  Il rumore del traffico cittadino si disperde e fa spazio al suono mite e dolce delle onde del mare mentre anche il caldo estivo diventa, sulla pelle, brezza sempre più fresca e leggera. Non uno dei sensi è preparato a quello che mi attende perchè Barbana è, forse, una tra le mete più suggestive della laguna.

La prima cosa che si nota, avvicinandosi, è il bosco di bagolari, cipressi e pini che crescono fitti, senza piegarsi al vento, poi c’è la cupola e l’alto campanile.  Una volta scesi ci si dirige verso la Chiesa inaspettatamente grande, dallo stile romanico e del tutto simile, nel soffitto, alla Basilica di Aquileia sebbene ne sia diversa per impostazione, affreschi e proporzioni.

La data ufficiale dell’origine del santuario è il 582 ed è legata a Barbano, l’eremita che trovò l’immagine della Madonna poco dopo una violenta tempesta. Sembra che a questo luogo siano legati numerosi eventi particolari tant’è che ancor oggi, una volta l’anno, la prima domenica di Luglio, un corteo composto da piccole imbarcazioni di pescatori si riunisce e si ritrova in Pellegrinaggio per grazie ricevute nel corso dei secoli o per chiederne ancora. Difficile stabilire quanti vengano per scoprire quest’isola così particolare, forse migliaia di persone, di sicuro trovarono rifugio anche molti esuli di Fiume, Istria e Dalmazia, persone comuni, donne e bambini sfuggiti alla morte dopo la seconda guerra mondiale, approdati in una terra con un diverso orizzonte e privati di tutto, anche del ritorno.

I libri all’interno la cappella del Bosco custodiscono richieste, sogni, desideri, in mille diverse lingue che si uniscono per diventare, una accanto all’altra, voce e spirito di un luogo che è anche anelito e speranza.

“E il cuore di Maria?” sussurra con esile voce un frate a chi cerca compromessi per togliere l’abito e ritrovare i contenuti dell’anima raccontando la propria mancanza nell’intimità di una piccola stanza…

I frati benedettini ci ricordano che qui, d’inverno, il fruscio del vento diviene canto e che questo silenzio è contemplazione dello spirito e sublime estasi di pace…Certamente non si può dire se sia solo la fede a portare così tante persone a Barbana..

ma qualcosa accade in quest’atmosfera..

qualcosa di molto più grande di quanto si possa percepire….

La strada del vino e delle ciliegie

lunedì, maggio 12th, 2008

L’intensità della vita non si misura con il numero dei respiri ma in base ai luoghi che fanno mancare il fiato…  una frase suggestiva che ben si addice quando scopri il fascino di un luogo nell’intimità di nuovi percorsi che dolcemente conducono in un mondo silenzioso, rarefatto e che scivola quasi parallelo, in disparte dalle caotiche città che sono accanto….

Eppure il percorso che si snoda da Vencò a San Floriano è uno tra i più belli e suggestivi del Friuli…

Sono nel Collio, all’estremo lembo orientale dell’Italia..dai declivi di San Floriano e Oslavia, a quelli di Ruttars, Lonzano e Vencò sulle sponde dello Judrio, che un tempo segnava il confine fra l’Italia e l’Austria in un susseguirsi di paesaggi fiabeschi e di vigneti ricchi e generosi…Mille verdi colline ricordate più per le battaglie che le videro protagoniste e al tempo stesso prigioniere che non per la bellezza di oggi..Qui i cartelli sono scritti in due lingue, quella italiana e quella slovena.

Il confine è lì.. a pochi passi… Ma non me ne accorgo…Lo sguardo spinge oltre… La cartina dice dove sto andando…

Ma è bello che oggi sia la strada a disegnare il percorso…

perdendomi in uno smarrimento sentimentale, più che geografico

in un’ebbrezza stupita, nella meraviglia di non sapere mai cosa può esserci dietro l’angolo

In un susseguirsi continuo di vigneti e campi coltivati..

ritrovandomi.. .in profumi, aromi, sapori delicati…spazi smisurati e armonici…

Miti, leggende, castelli immersi nel verde e grandi boschi  dove i nobili dell’Impero Asburgico vivevano la stagione della caccia… Il romanticismo di una viaggio tra le colline reso ancora più toccante dal profumo della storia…

e dal colore rosso intenso delle ciliegie… gli alberi a ridosso della strada ne sono pieni…

è tutto rosso…  mentre il verde lentamente scompare..

E’ vero..il paesaggio è innanzi tutto luogo della vista

ma memoria e sentimento si muovono insieme.. unendosi, a volte accarezzandosi

in questa terra semplice e raffinata… che ti lascia dentro un sapore dolce e fresco di ciliegia..

l’odore dei campi di grano i colori della terra

e la sensazione di una dolce fiaba

da ritrovare…